Sacro e Storia si icontrano su Piazza Duomo

La Cattedrale di Santa Maria Assunta, è un importante esempio di architettura medievale voluta da Roberto il Guiscardo, la cui costruzione iniziò nel 1076.

Nel 1153 Ruggero II, oltre al rifacimento della facciata, di cui nulla resta, fece realizzare un imponente campanile in stile romanico normanno, alto circa 50 metri ed edificato da Noslo di Remerio, che si sviluppa su tre piani.

L’edificio originale normanno è stato modificato e rimaneggiato più volte, soprattutto durante i periodi delle dinastie sveve e angioine, ma ancora oggi conserva elementi che riflettono la sua originaria impronta normanna.

La facciata è semplice e sobria, mentre l’interno è caratterizzato da un soffitto a cassettoni e un presbiterio dove si trovano importanti opere artistiche.

La cattedrale ha avuto un ruolo fondamentale nelle vicende politiche e religiose di Melfi. Nel 1139, ad esempio, la cattedrale fu sede del Concilio di Melfi, durante il quale fu trattato il problema della legittimità del regno normanno e della sua relazione con il papato. Fu anche il luogo di sepoltura di alcuni membri della famiglia normanna.

Nel 1300, quando la città passò sotto il dominio degli Angioini, la cattedrale subì ulteriori modifiche, ma la sua importanza rimase invariata. Durante il periodo aragonese, la cattedrale fu nuovamente ristrutturata e abbellita con nuove opere d’arte.

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Sulla Piazza si apre anche il Palazzo Vescovile, la cui costruzione risale all’epoca normanna, quando i vescovi della città avevano una grande influenza sulla vita religiosa, politica e culturale della regione.

Il Palazzo Vescovile presenta un’architettura che riflette l’evoluzione del periodo medievale. Alcune parti dell’edificio sono di stile romanico e altre sono di stile gotico, con elementi che testimoniano la fusione tra la cultura medievale europea e le influenze locali. La struttura del palazzo è imponente, con una serie di stanze e ambienti destinati ad accogliere il clero e i membri più importanti della corte religiosa.

Il palazzo, oltre a essere residenza vescovile, fu anche sede di importanti eventi storici. Tra questi, uno dei più significativi fu il Concilio di Melfi del 1059, durante il quale si trattarono questioni fondamentali per la politica e la religione del tempo.

Entrando nel cortile, si è rapiti dalla grande fontana da cui parte un’imponente scalinata che porta   al piano nobile. La luminosa vetrata si apre sul Salone degli Stemmi, la sala commissionata nel Settecento dal vescovo Pasquale Teodoro Basta, caratterizzato dalla rappresentazione cronologica degli Stemmi di tutti i vescovi della diocesi di Melfi e Rapolla.

Altro gioiello presente nel Palazzo Vescovile è il Museo Diocesano che custodisce al piano terra pregevoli suppellettili sacre e strumenti liturgici in argento ed eleganti e raffinati paramenti liturgici utilizzati dai Vescovi nelle solenni funzioni religiose.

Al piano nobile trova posto la pinacoteca costituita da opere pittoriche e scultoree che vanno dal sec XV al XVIII. Tra cui la fra la Pietà –scultura in pietra dipinta del XV secolo, busti in legno dipinti della prima metà del XVII secolo e reliquari contenenti reliquie di santi martiri provenienti dalla catacomba di S. Callisto in Roma;

Tra le opere pittoriche, il trittico “La Madonna con il bambino e i Santi Vescovi” opera di Francesco da Tolentino della prima metà del XVI secolo;

L’opera di Cristiano Danona di Anversa della seconda metà del XVII secolo
“S. Giovanni Battista e S. Stefano” e la tela che raffigura la Vergine con Bambino tra Sant’Agostino, l’Arcangelo Raffaele e Tobiolo attribuita ad Andrea D’Aste.

Terminata la visita degli interni, il Museo regala uno spazio esterno di ineguagliabile bellezza: un giardino all’italiana, arricchito da busti marmorei settecenteschi.

VISITA LA CATTEDRALE E IL PALAZZO VESCOVILE
Piazza Guglielmo Marconi, Melfi (PZ)

Telefono: 371 7739061
Email: museodiocesano.melfi@gmail.com

Orari 
– Orario estivo (da aprile ad ottobre): mattina dalle 10 alle 12:30, venerdì sabato e domenica anche pomeriggio dalle 17 alle 20
– Orario invernale (da novembre a marzo): mattina dalle 10 alle 12:30, venerdì, sabato e domenica anche pomeriggio dalle 16 alle ore 18
Giorno di chiusura: martedì