Fondata in epoca normanna, fu una città di grande importanza politica e militare nel Medioevo.
Divenne una capitale normanna nel Sud Italia sotto Roberto il Guiscardo. Federico II di Svevia (1194–1250), imperatore del Sacro Romano Impero e re di Sicilia, amava profondamente il Sud Italia e scelse Melfi come uno dei suoi centri di potere.
Nel 1231 promulgò a Melfi le “Costituzioni di Melfi” (o Liber Augustalis): un testo innovativo per regolare la giustizia, l’amministrazione, le tasse e la vita sociale e che cercava di limitare il potere dei feudatari e rafforzava l’autorità regia.
Federico II non fu solo sovrano e legislatore, ma anche stratega politico, riformatore, uomo di cultura e grande amante della natura, della caccia (soprattutto con il falcone) e della scienza: a Melfi dall’interesse per il mondo dei rapaci, nasce il celebre “De arte venandi cum avibus” (L’arte di cacciare con gli uccelli).
A Melfi si respira l’aria del “Stupor Mundi“, soprannome dato a Federico per la sua intelligenza, curiosità e spirito innovativo.
La città fu un luogo simbolo della sua visione imperiale: razionale, ordinata, colta e distante dal potere feudale tradizionale.