Nei pressi del Lago Piccolo, è possibile ammirare il sito archeologico con i resti dell’Abbazia di Sant’Ippolito (XI‑XII secolo), un tempo monastero basiliano trasformato poi in badia benedettina e che ha subito un importante distruzione a seguito del terremoto del 1456 il sito era frequentato sin dall’epoca romana e paleocristiana: in prossimità della grotta-monastero sono stati trovati depositi votivi datati tra IV–III secolo a.C.
Dal VIII–IX secolo, monaci italo‑greci e basiliani si insediano nella grotta rupestre, innalzando il culto micaelico legato alle sorgenti d’acqua.
Un altro sito di grande importanza architettonica e religiosa è l’Abbazia di San Michele Arcangelo, fondata nell’VIII–X secolo, si struttura attorno a una grotta nel tufo, impiegata come luogo di preghiera e ornata da affreschi bizantini risalenti al XI secolo. Nel 1059, Papa Nicola II consacra la grotta-chiesa, al termine del Concilio di Melfi. Nel Medioevo, il complesso è stato abitato da differenti ordini: prima i Benedettini, che lo gestiscono fino all’abbandono nel 1456. Poi i frati Cappuccini, che vi impiantano un lanificio e biblioteca, fino all’Ordine militare Costantiniano ne rimane proprietario fino al 1866, anno delle leggi eversive post‑unitarie.
Nel 2008 viene inaugurato nel convento annesso il Museo di Storia Naturale del Vulture, dedicato all’evoluzione vulcanica dell’area.
Il luogo, restituito alla fruizione pubblica, è ufficialmente parte del patrimonio turistico-culturale e ricade tra i “Luoghi del Cuore” del FAI.