Custodi di fede, scavate nella roccia

La chiesa rupestre di Santa Margherita

Risalente al 1200, fu ricavata, per intero, nel tufo. Scoperta da Gian Battista Guarini presenta affreschi di S. Margherita, dell’Arcangelo Michele, della Madonna con Bambino, del Cristo in Trono e di San Giovanni Battista.

Di particolare interesse artistico la rappresentazione di Federico II che si scontra con due scheletri, noto schema di memento mori, che può essere annoverata tra le più antiche raffigurazioni pittoriche sul tema.

Il critico napoletano Raffaele Capaldo ha identificato alcune figure come i componenti principali della famiglia imperiale sveva: Federico II, il figlio Corrado IV e la moglie Isabella d’Inghilterra.

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La chiesa rupestre di Santa Lucia
Posta tra Melfi e Rapolla, in contrada Giaconelli, si presenta in un unico ambiante con volta a botte.
Gli affreschi nella cripta risalgono al XIII secolo, restaurati in seguito dal pittore prof. Tullio Brisi, con uno stile e un orientamento principalmente bizantino con illustrazione delle storie della Santa. Notevole è, inoltre, la raffigurazione della “Madonna con Bambino”, posta su un trono mosaicato che racchiude le tipiche caratteristiche delle opere bizantine.

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La chiesa rupestre delle Spinelle
La piccola chiesa fu scoperta nel 1845, ma oggi è possibile ammirarne solo la cappella terminale con pianta esagonale e sei semicolonne che reggono un cornicione.
Nel periodo medievale era parte integrante della Basilica di S. Stefano, struttura di stampo paleocristiano con numerose navate e cappelle annesse. 

Si ritiene valida l’ipotesi che identifica, in questa struttura, il luogo da cui partirono i soldati normanni di Boemondo e Tancredi d’Altavilla, in occasione della prima Crociata in Terra Santa.