L'eccellenza del Marroncino di Melfi

La Sagra della Varola di Melfi non è solo una festa gastronomica: è anche un evento profondamente culturale, che celebra la storia, l’identità e le tradizioni del Vulture e della Basilicata.

Nell’anno 1960 si svolgeva la prima edizione della “sagra delle castagne” (Varola, oggi marchio registrato) per una felice intuizione del presidente dell’allora “Pro melfi” Michele Pastore.

Il nome “varola” deriva dalla padella forata usata per arrostire le castagne, tipica della tradizione contadina del sud Italia.

Il Marroncino, la tipica castagna del Vulture è presente sin dal Medioevo. Secondo la tradizione, furono i monaci basiliani o addirittura Federico II di Svevia a introdurre o favorire la coltivazione dei castagneti.

La sagra si svolge nelle strade medievali del centro storico, tra palazzi, chiese romaniche a fine ottobre.

Durante la sagra, si esibiscono gruppi folkloristici lucani in abiti tradizionali: balli come la tarantella lucana, canti dialettali e musica popolare con zampogne e organetti.

È una rievocazione vivente della cultura agro-pastorale del territorio, rafforzando il senso di appartenenza e trasmettendo le tradizioni locali alle nuove generazioni.

La parola “marroncino” viene distinta dal più comune “castagna”, poiché indica la varietà IGP autoctona, più dolce e adatta a essere consumata intera.

La sagra promuove il connubio tra castagna e Aglianico del Vulture, due eccellenze del territorio, come simboli dell’identità gastronomica e culturale lucana.

È uno degli eventi più significativi della Basilicata per la trasmissione e valorizzazione del patrimonio immateriale: i saperi agricoli, la musica popolare, la cucina contadina e i riti collettivi hanno contributo all’ottenimento del Marchio “Sagra di Eccellenza” nel 2025.